Rivolta al CPR di Torino

fonte: macerie, 18 ottobre

Il fumo sale oltre le mura della prigione per senza documenti di corso Brunelleschi, un passante lo nota e con un tam tam la notizia arriva anche ai compagni che mantengono alcuni contatti con l’interno. Bastano poche parole al telefono con un recluso per capire che è in atto una rivolta e che le aree stanno bruciando, ancora una volta.

Il motivo scatenante sarebbe il cibo, arrivato alle 15 con estremo ritardo e sempre in condizioni schifose. Non è una novità, come non lo sono le più ampie condizioni di vita all’interno del centro che con l’inverno alle porte si faranno più dure, non a caso uno dei motivi che ha rincarato la rivolta è l’assenza di vestiti e indumenti per ripararsi dal freddo.

Il fuoco è partito dall’area bianca per poi contagiare le altre, al momento l’intera area verde è inagibile. La rappresaglia poliziesca è scattata molto velocemente, sia nel sedare la rivolta sia nel punire alcuni detenuti portandoli in isolamento e picchandoli, non si sa ancora nulla di loro.

Alla fine della giornata di ieri i reclusi hanno rifiutato il cibo, unendosi ad alcune persone che erano già in sciopero della fame da qualche giorno.

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