CPR di Modena- Indirizziamoci verso le banche responsabili

BPER POSSIEDE IL CPR DI MODENA

Indirizziamoci verso le banche responsabili

 

Anche l’Emilia Romagna avrà presto il suo lager per migranti. L’ex CIE di Modena, come già stabilito dal precedente governo PD, diventerà CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio), un vero e proprio campo di concentramento in cui si verrà reclusi fino a 18 mesi per il solo fatto di essere irregolari, senza documenti o “clandestini”, in attesa dell’identificazione e successivamente della deportazione nel paese di presunta provenienza. Negli scorsi anni abbiamo sempre definito questo tipo di strutture lager e così continueremo a fare: i CPR sono lager!

 La proprietà dell’edificio del CPR di Modena è recentemente passata di mano dalla finanziaria Finint ad Alba Leasing. Quest’ultima, attuale proprietaria, annovera fra suoi soci e azionisti BPER Banca (33%), Banca Popolare di Milano (39%), Banca Popolare di Sondrio (19%) e Credito Valtellinese (8%). Istituti del territorio che intascheranno dallo Stato l’affitto del lager locale. Chi altro se non delle banche potevano essere tanto ciniche. Per costoro il colore della pelle o la provenienza non fanno differenza, conta solo il colore dei soldi. Si tratti di un lager per migranti o di usura legalizzata, si tratti di lucrare sulla pelle di stranieri senza-documenti o su quella di italiani indebitati, di finanziare nocività oltre confine o nei quartieri delle città italiane, si stia pur certi che dietro a simili nefandezze si troverà sempre una banca, perché per costoro tutto è lecito se c’è da guadagnarci. Se i padroni non fanno differenza fra stranieri e italiani, curandosi di sfruttare in egual misura entrambi, perché dovremmo farne noi? Se, come è noto, una banca vive abitualmente del lucro sulle sorti dei miserabili perché non chiedergli conto delle sue responsabilità, facendole capire che simili operazioni, come ad esempio possedere un lager, non sono poi dei così buoni affari?

 L’ex CIE di Modena è stato chiuso da una rivolta nell’estate 2013 e da allora mai più riaperto. Se la rabbia di reclusi e recluse è capace di fare ciò, come solidali possiamo almeno provare a smascherare i complici di questa macchina, ovvero coloro che lucrano sul meccanismo dell’espulsione lavorando al suo interno, finanziandolo e mettendo a disposizione risorse e strutture. In attesa che il CPR apra abbiamo già dei nomi e delle responsabilità.

 

NESSUN CPR NÉ A MODENA, NÉ ALTROVE!

 

 Nemici e nemiche delle frontiere

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